
(cubo. nicola cazzalini. foto valentina zanzi)
(…) Il progetto artistico di NUR nasce nella strada e quindi dal sinergico rapporto ritmico con la reazione del pubblico.
La strada richiede immagini eclatanti, voci forti, suoni stridenti, ritmi incalzanti… la strada richiede un’attenzione costante all’empatia del pubblico interlocutore, richiede artifici capaci di attirare l’attenzione e di mantenerla. Lo spettacolo di strada per definizione non ha un pubblico pagante né necessariamente “attento”, ovvero opportunamente “in attesa” di una comunicazione artistica. L’artista crea la scena, crea lo spazio e il tempo, li sviluppa, li converte alla situazione che la circonda e li porta a termine. La buona riuscita dello spettacolo di strada è data dal concretizzarsi di spazio e tempo scenico e dal loro riconoscimento, dato dalla risposta emotiva di chi ha deciso di fermare il proprio passaggio e di abbracciare la dimensione proposta dall’artista.
Tutto ciò richiede un impiego di energie importante, fatto di tensione muscolare, pronta a rincorrere e catturare le attenzioni latenti e riappropriarsi delle espressioni che appaiono disattente. La coscienza di questa abilità tensoria si riassume nella padronanza del ritmo scenico e nella comprensione dei meccanismi spazio-temporali in grado di generare le suggestioni del teatro.
NUR si approccia a tale idea con un linguaggio definibile come “ibrido”, commisto di partitura e prassi improvvisativa. (LEGGI TUTTO)
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